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Europa: no al legno illegale

13 Luglio 2010 -  L’Unione Europea bandisce i legnami illegali e impone la tracciabilità dei prodotti alle aziende importatrici

Il Parlamento Europeo ha approvato lo scorso 7 luglio una nuova normativa per combattere la deforestazione illegale, avvicinando l'Unione Europea a un divieto per il 2012 su tutto il legname raccolto illegalmente. Almeno un quinto delle importazioni totali dei 27 paesi dell'Unione Europea potrebbe essere illegale, secondo le stime del parlamento.
Se legge sarà adottata a partire dal 2012 tutti i legnami ottenuti illegalmente saranno messi al bando ed esclusi quindi da tutti gli scambi commerciali, mentre le aziende che lo importano dovranno fornire la completa tracciabilità di ciò che acquistano. Il regolamento infatti stabilisce non solo norme severe per le aziende che commercializzano questo bene, ma anche diverse sanzioni per coloro che omettono di rispettare le nuove regole.
"Stiamo mandando al mondo il segnale che l'Europa non sarà più un mercato dove vendere tutto il legname raccolto illegalmente" –  ha detto il commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik – Gli impatti del taglio illegale vanno oltre la salvaguardia dell'ambiente, con effetti potenzialmente dannosi sul sostentamento e sull'equilibrio della comunità locali che dipendono dalle foreste".
I rappresentanti Ue hanno stilato delle linee guida per i governi membri sulle multe alle compagnie di legname fuorilegge – che tengano conto dei danni ambientali, del valore del legname e della eventuale perdita di introiti fiscali. In alcuni casi sono previste anche sanzioni penali.
Le nuove regole ora necessitano del sostegno dei governi europei, che voteranno sulla materia dopo l'estate. L'iniziativa è stata criticata da Svezia, Portogallo e Repubblica Ceca, che sostengono che con essa si crea un peso insostenibile per l'industria, che potrebbe perdere terreno verso mercati complementari meno verdi come quello della plastica o dell'allumino. La Gran Bretagna è invece tra i paesi a favore dell'iniziativa.
Greenpeace ha apprezzato il voto parlamentare, che però a definito solo un primo passo nella protezione delle foreste.