I risultati dell’indagine Osi (Osservatorio stampa e imballaggio), relativa al 4° trimestre del 2010, sono stati ottenuti dall’elaborazione di un campione di una cinquantina di imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, che rappresentano circa il 25% degli occupati e del fatturato delle imprese associate.
Il 2010 è stato un anno di cambiamenti per l’industria grafica e di ripresa per l’industria cartotecnica trasformatrice. La modesta crescita del Pil italiano (+1,3%) è inferiore a quella dei principali competitor europei, a causa del ristagno della domanda interna mentre quella estera sembra avere più spinta, ma ci sono problemi di competitività.
Le imprese, soprattutto grafiche, hanno proseguito i processi di ristrutturazione e di riorganizzazione, con tagli, razionalizzazioni e contenimenti dei costi operativi anche rilevanti. Il ricorso alla CIG nella filiera della Carta, Stampa ed Editoria è aumentato (+65%), anche rispetto ai già elevati livelli del 2009, superando i 27 milioni di ore autorizzate.
Nel 2010, sulla base degli indici Istat rielaborati dal Centro Studi di Assografici, la produzione dell’industria grafica si contrae del 2,2% mentre il fatturato cala dell’1,8%, nonostante i segnali di ripresa manifestatisi nel 2° semestre e la crescita dell’export (+10,1%).
I prezzi di vendita delle aziende restano stabili o calanti in corso d’anno e contestualmente aumentano i ritardi di pagamento ed i casi di insolvenza dei clienti. La flessione della produzione, a livello di comparto, è imputabile alla grafica editoriale (-7,1%) mentre la grafica pubblicitaria e commerciale registra una ripresa di appena l’1,6%. Il lieve incremento della spesa delle famiglie (+1%) non fa ripartire la domanda di prodotti editoriali che anzi è declinante, per la crescente concorrenza dei media elettronici.
Soffrono, per la riduzione ed il frazionamento delle tirature, sia i libri, sia gli allegati a quotidiani e periodici, mentre si affaccia il “book on demand”. Le riviste flettono leggermente in termini produttivi per la diminuzione delle vendite e degli investimenti pubblicitari sul mezzo (-5,4%), legata al cambiamento del media mix dei settori chiave ma anche il resto dei media stampati non riesce ad agganciare la ripresa della pubblicità. Dal lato della grafica pubblicitaria e commerciale, la domanda della grande distribuzione organizzata, come nel 2009, continua a sostenere la produzione di stampati pubblicitari e commerciali. La ripresa del direct mailing è buona (+10,3% di investimenti pubblicitari), in particolare nell’area del “dato variabile”, e solo discreta quella delle affissioni (+1,4%).
L’unico elemento positivo emergente è rappresentato dall’accelerazione dell’export (+10,1% in valore rispetto al 2009) che ha interessato i paesi dell’Unione Europea ma soprattutto i mercati più interessanti e dinamici dell’Europa Orientale, mentre l’import in valore si incrementa del 2,6%, specialmente dalla Cina (+25,3%).
Per quanto concerne il 1o trimestre del 2011, i giudizi delle imprese grafiche interpellate sono tendenzialmente stabili, con gli ottimisti che equivalgono i pessimisti tranne nel caso, positivo, degli ordini interni.
A livello di Unione Europea (27 paesi), nel 2010 la produzione del settore cala dell’1,2% mentre il fatturato flette dell’1,8%. In Francia e Regno Unito si riduce principalmente la produzione mentre in Spagna e Germania cala maggiormente il fatturato.
Nel 2010 la produzione dell’industria cartotecnica trasformatrice cresce del 6,5%, rispetto al 2009 mentre il fatturato si incrementa del 9,4%, parzialmente inglobando la forte crescita dei prezzi delle materie prime. Un’analisi più dettagliata conferma un quadro generalmente positivo ma differenziato: la produzione di imballaggi in carta e cartone aumenta del 6%, per la correlazione tra utilizzo di imballaggi e trend evolutivo dell’industria manifatturiera, e quella cartotecnica dell’11,8%. Fra i principali segmenti dell’imballaggio, la crescita è piuttosto uniforme, concentrandosi fra il 5% e l’8%.
Stando ai dati raccolti, il settore appare significativamente collegato ai beni consegnati in Italia ma, ancor più, a quelli spediti all’estero. Di conseguenza l’aumento della produzione manifatturiera italiana (+6,5%) ed in particolare la progressione della domanda estera di taluni principali settori del made in Italy, unita alle nuove tendenze dei criteri di consumo - che spesso implicano una maggiore informazione, una differenziazione del tipo di confezionamento e/o di porzionatura (alimenti di veloce preparazione o pronti al consumo) più adatti alle specifiche esigenze della clientela - hanno specializzato e incrementato l’offerta dell’intero settore.
Nel 2010, l’export in valore di prodotti cartotecnici trasformatori spinge le vendite, facendo un balzo in avanti dal 2° trimestre in poi per cui, in corso d’anno, l’aumento tendenziale si attesta al 10,7%, con una crescita più sostenuta verso il Regno Unito (+25,3%). Notevole è anche l’incremento delle importazioni (+16,5%), in particolare dalla Cina (+35,7%).
I giudizi a breve termine delle imprese cartotecniche trasformatrici, sul 1° trimestre del 2011, sono positivi su produzione, fatturato e ordini esteri e più cauti sugli ordini interni.
Nell’Unione Europea (27 paesi) la produzione del 2010, rispetto al 2009, cresce in media del 3,4%, quindi meno che in Italia, mentre il risultato di fatturato è piuttosto allineato (+10,5%). Germania e Spagna, fra i principali paesi produttori, conseguono i risultati migliori.
In entrambi i settori, nel primo scorcio del 2011, preoccupa il forte aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dei trasporti, connessi all’impennata delle quotazioni del petrolio.